L’Editoriale

VACCINATI CONTRO NON VACCINATI,
si trasforma tutto in odio ideologico?

Vaccinati contro non vaccinati, si trasforma tutto in odio ideologico? esso, nasconde un’accusa verso chi non si è vaccinato, un’accusa che ha , fra l’altro, la presunzione di sapere che il vaccino è l’unica soluzione al problema (non lo si diceva anche per l’AstraZeneca? Ma se lo Stato è così sicuro perchè non lo rende “responsabilmente” obbligatorio, come è per altri vaccini, prendendosi tutte le responsabilità?).

Premetto di essere vaccinato, sostengo il vaccino ma provo profondo rispetto (ma non condivisione) nei confronti di chi fa una scelta diversa dalla mia: ora si parla di Green Pass, da rilasciare dopo la prima dose, la seconda o la terza…. Non si può entrare nei locali, come – un tempo – non potevano entrare i gay e i neri,  ma poi ci può essere chi, soffrendo di patologie cardiocircolatorie, per esempio, può avere dei timori legittimi senza essere no vax. Il pensiero “unico” non ammette repliche e ora si acutizza lo scontro, chi ha ragione o torto non lo sappiamo (…. forse non lo sapremo mai).

Non siamo virologi, ma, tra noi vaccinati, c’è chi punta il dito contro i non vaccinati: “io sono responsabile, tu non lo sei!”, anche se poi, chiaramente,  i vaccinati possono prendere lo stesso il Coronavirus Covid19, il Delta o altre varianti; Responsabile è osservare le norme riconosciute universalmente ( mascherina, distanza e lavarsi le mani ). Chi si è vaccinato lo ha fatto per tutelare se stesso non gli altri in quanto se non osserva le norme anticontagio il virus lo trasmette lo stesso.

Come per magia, sembra che in Italia siano scomparsi quasi tutti i problemi e le opportunità che coinvolgono la vita quotidiana degli Italiani, e con essi qualsiasi discussione, sia positiva che negativa: addirittura, e non è una battuta come potrebbe sembrare, la prima cosa che si chiede quando ci si incontra tra persone, forse appena dopo il saluto di rito è: “sei vaccinato?- hai fatto il vaccino- entrambe le dosi? quasi ad essere diventato uno status necessario per poter continuare ogni altra relazione tra gli esseri umani; poco importa se si sta bene o male, la richiesta è: Sei vaccinato?

Un fenomeno, sembrerebbe tutto italiano, che non può non farci riflettere sulla gravità che ha avuto la comunicazione, indirizzata da pressioni di sanitari, politici e governanti, nell’imporre, a torto o a ragione, una vaccinazione che ad oggi non sembra essere obbligatoria, ma che di fatto sta costringendo tutti a prendere una decisione che non sempre è obiettiva, ponderata e ragionata, come dovrebbe.

Obbligatorietà che, pur se non imposta, per via delle varie difficoltà costituzionali, legislative ecc., si cerca di aggirare a vario titolo, creando sempre più confusione tra l’ esigenza reale, l’obbligatorietà e l’imposizione.

Per di più se da un lato si ha un non ben definito obbligo, specialmente per coloro che lavorano in ambito sanitario (tanto che son già partite in diverse aree d’Italia la sospensione dal lavoro per chi non è vaccinato), dall’altro si cerca di introdurre un passaporto vaccinale, che permette a chi si è sottoposto alla vaccinazione, di essere avvantaggiato e potersi apparentemente muovere sul territorio o partecipare a gli eventi con più facilità.

Tutto questo crea tuttavia una disparità tra i cittadini e forti discriminazioni che ricordano drammaticamente quei  tempi  bui che speravamo fossero definitivamente passati, almeno in Italia.

Gli anni che hanno diviso ideologicamente l’Italia e che hanno fatto scrivere pagine orrende e vergognose, di cui tutti ne avremmo fatto certamente a meno, sembrano così ritornare prepotentemente, con la storia dell’essere vaccinato o meno; Qualcuno, sembra voglia dare pubblicamente un marchio ideologico secondo se ci si vaccini o meno.

Dappertutto infatti, si sta diffondendo il dibattito feroce e istigante all’odio; soprattutto sui social e in tantissime occasioni sta diventando sempre più frequente e pressante. Inoltre si assistono sempre più spesso ad accese discussioni tra persone sui mezzi pubblici, per strada, al bar ed i ristoranti, ovviamente non rilevati e documentati, ma di cui bisognerebbe preoccuparsene oggi, e non quando potrebbero scatenarsi reazioni incontrollabili e pericolose.

Del resto in Italia abbiamo, nella nostra storia, contrapposizioni ideologiche che hanno provocato crimini efferati in varie zone d’Italia e questa, se non controllata, potrebbe diventare veramente molto pericolosa.

Non vorremmo rivedere quelle drammatiche sequenze di cui ancora oggi non si vuole parlare per non essere costretti a rivedere la storia, che non sembra essere stata così come hanno voluto raccontarcela, ma frutto di ideologie predominanti che ne hanno alterato ogni senso.

Da cittadino vaccinato e favorevole al vaccino ritengo che questa sia una follia; di questo passo si andrà a creare una discriminazione totale tra chi non si vaccina e chi si vaccina, si cercherà di cacciare in un ghetto o far campare male chi, nella legalità, decide di non vaccinarsi. “Io non sono costretto a dire perché non mi vaccino, non sono tenuto a spiegarlo”.

Intanto in Germania la Merkel dice NO all’obbligo vaccinale.

E per salvare capra e cavoli, Bruxelles dice che è competenza nazionale……

 

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