Mi scrive Maria Grazia, che ringrazio per la domanda molto interessante:
“Mi è arrivata una mail dall’INPS con la richiesta di revisione, che già sapevo perché era scritta sul verbale e scade a febbraio. Secondo te, è meglio mandare la documentazione via telematica o presentarsi a visita diretta?”
Questo è un tema che mi capita spesso di affrontare, e la domanda mi dà l’occasione per chiarire un punto importante che riguarda tutti i titolari di invalidità civile o accompagnamento soggetti a revisione.
- Da dove nasce la revisione telematica
La possibilità di inviare la documentazione in formato digitale all’INPS è nata in epoca Covid, quando era necessario evitare assembramenti nelle commissioni mediche e negli ambulatori.
Per garantire comunque la continuità dei pagamenti, il legislatore ha dato all’INPS la facoltà di chiedere la documentazione sanitaria telematicamente, senza convocare subito a visita diretta.
In pratica, quando un verbale sta per scadere, l’INPS invia — di solito qualche mese prima — una comunicazione che avvisa della revisione imminente.
Nella stessa mail o lettera viene spiegato che l’interessato ha 40 giorni di tempo per caricare, tramite il portale INPS, tutta la documentazione medica aggiornata.
L’obiettivo, almeno sulla carta, è quello di evitare interruzioni nei pagamenti e velocizzare la procedura.
- Perché io preferisco la visita diretta
Detto ciò, voglio essere molto chiaro: personalmente consiglio sempre la visita diretta.
E spiego il perché.
Mandare soltanto documenti scannerizzati significa affidare il proprio destino previdenziale a un medico che, dietro uno schermo, guarda delle carte senza conoscere la persona, senza poter parlare con lei, senza capire davvero come vive la propria condizione.
È una procedura fredda, impersonale, direi quasi “asettica”.
Durante una visita diretta, invece, puoi raccontare come ti senti, spiegare che cosa riesci o non riesci a fare, quali sintomi o limitazioni stai affrontando.
Anche se spesso i medici dell’INPS hanno poco tempo, un contatto umano può comunque fare la differenza: si crea un minimo di empatia e la tua situazione viene percepita con maggiore realismo.
- Cosa succede se invii solo la documentazione
Sul modulo che accompagna la richiesta di revisione è scritto chiaramente che:
- se non invii nulla entro 40 giorni, oppure
- se la documentazione inviata è ritenuta non sufficiente,
l’INPS può convocarti successivamente a visita diretta.
Quindi, nella pratica, potresti comunque doverci andare dopo, con l’aggravante di aver già perso tempo.
- Il mio consiglio finale
Io, personalmente, non manderei la documentazione telematica. Preferirei attendere la convocazione per la visita diretta e presentarmi di persona, con tutti i certificati e referti aggiornati.
Naturalmente, ognuno è libero di fare la propria scelta: se preferisci caricare i documenti online per comodità, puoi farlo.
Ma se parliamo di efficacia e tutela dei propri diritti, la visita diretta resta la via più sicura.
In sintesi:
- L’invio telematico nasce per motivi pratici, non di garanzia.
- La visita diretta ti permette di spiegare meglio la tua condizione.
- Se la documentazione è insufficiente, ti chiamano comunque a visita.
Quindi, se capitasse a me, non avrei dubbi: mi presenterei alla visita, per poter raccontare la mia situazione guardando negli occhi chi deve decidere sul mio futuro.
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