La mia Favola di fine anno: Giacomo e gli angeli senza ali
Una storia di umanità nel reparto di nefrologia: Giacomo, novant’anni, e le infermiere che lo assistono con cura e delicatezza. Un racconto che celebra la passione e l’umanità nella sanità pubblica.
Sono le 8.30 in un piccolo reparto di nefrologia, con circa una decina di letti.
Il letto accanto a Giuseppe è vuoto: il paziente precedente è stato dimesso. Dopo poco viene preparato di nuovo e spostato, mentre le infermiere annunciano che sta per arrivare un nuovo paziente dalla dialisi.
È Giacomo. Avrà circa 90 anni, almeno a giudicare dal volto segnato dalla vita e dalla malattia.
È una presenza familiare in reparto: le infermiere lo salutano, lo accarezzano con gesti affettuosi. Lui resta solo, silenzioso, ma accolto.
A un certo punto un’infermiera si avvicina, con lo sguardo attento e premuroso di chi sa prendersi cura. Gli chiede se ha fame. Giacomo annuisce.
Lei comincia a imboccarlo con la stessa delicatezza che si avrebbe con un bambino.
Si accorge che non ha denti e fatica a masticare. Senza esitazione, spezzetta le fette biscottate in bocconi piccoli e lo aiuta a mangiare, passo dopo passo. Lui china la testa, lei sorride.
“Ha la dentiera?” domanda.
“No, costa troppo,” risponde lui.
L’infermiera gli strizza l’occhio e rassicura: “domani richiederò un menù frullato, così potrà mangiare senza difficoltà”.
Prima di lasciarlo, lo puliscono con cura, dappertutto. Lui con pudore, loro con un sorriso discreto, ma indimenticabile.
Come se fosse loro figlio.
Tra le tante storie di sanità pubblica che cede, tra servizi carenti e maltrattamenti ai pazienti, mi sembrava giusto raccontare anche questa.
Perché gli angeli non sempre hanno ali. A volte indossano una divisa.
Buon 2026 a tutti i sanitari.
Buon 2026 a tutti i “Giacomo”.
Buon 2026 a chi ama il proprio lavoro e lo svolge con umanità, costruendo ogni giorno, nel proprio piccolo, un mondo migliore.
jtyjtyejtyjty
Ciao il tuo libro e fantastico
grazie mille!!!